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Malattia della pioggia, 123 casi in dieci Paesi europei

L'Ecdc conta 123 infezioni da Dermatophilus congolensis in dieci Paesi al 20 agosto 2026, con un primo caso rilevato in Scozia.

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Malattia della pioggia, 123 casi in dieci Paesi europei
RaiNews

Il conteggio europeo

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, l'Ecdc, ha contato 123 casi di infezione da Dermatophilus congolensis in dieci Paesi europei al 20 agosto 2026. I Paesi coinvolti sono Austria, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito.

L'infezione che il batterio provoca si chiama dermatofilosi ed è conosciuta con il soprannome di malattia della pioggia. L'Ecdc aveva già segnalato la questione in un report del 17 giugno, ricordando focolai registrati da dicembre 2025 in Francia, Germania, Spagna, Svezia e Norvegia.

Secondo La Stampa, l'Italia al momento non figura tra i Paesi coinvolti e il rischio per la popolazione generale resta considerato basso.

Sintomi e vie di contagio

Nell'uomo la dermatofilosi provoca lesioni cutanee: papule, pustole, croste, desquamazioni e talvolta prurito. RaiNews riferisce che nei casi europei recenti le lesioni sono comparse in varie aree, incluse regione genitale, inguine, cosce, tronco e volto, mentre la Repubblica le descrive come localizzate prevalentemente nella regione anogenitale o intorno alla bocca.

L'Ecdc ipotizza un possibile cambiamento nelle dinamiche di trasmissione, con il passaggio da uomo a uomo tramite stretto contatto fisico come via più probabile. L'agenzia non esclude la trasmissione indiretta tramite superfici e oggetti contaminati.

Nel documento diffuso il 21 agosto, riportato da RaiNews, l'Ecdc scrive che i casi si osservano prevalentemente, ma non esclusivamente, tra uomini gay, bisessuali e altri uomini che hanno rapporti sessuali con uomini, spesso con recente frequentazione di locali in cui si pratica sesso, comprese le saune. La Repubblica riporta lo stesso passaggio in forma più generica, come casi osservati nei rapporti sessuali tra uomini.

Il caso britannico

Il singolo caso registrato nel Regno Unito pochi giorni fa è stato riportato dalla rivista scientifica Bmj, secondo cui nel Paese è stata rilevata per la prima volta questa infezione cutanea a trasmissione sessuale, in un contesto di aumento dei casi in Europa.

L'Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria, Ukhsa, ha dichiarato a Bmj che il caso è stato identificato in Scozia ed è collegato alla frequentazione di un locale adibito ad attività sessuali.

Origine animale e nome

Il batterio è noto da tempo soprattutto in medicina veterinaria. Colpisce in particolare bovini, pecore, capre e cavalli, mentre nei piccoli animali da compagnia è molto meno frequente. Negli ovini la malattia è conosciuta anche come lumpy wool.

Il soprannome deriva dall'inglese rain rot e descrive ciò che accade negli animali: acqua e umidità persistente indeboliscono la barriera cutanea e favoriscono la proliferazione del batterio. Non ci si ammala semplicemente prendendo la pioggia, precisa La Stampa.

Il virologo Fabrizio Pregliasco, citato dalla Repubblica, ricorda che nell'uomo le infezioni sono sempre state considerate piuttosto rare. RaiNews riferisce che la malattia appare generalmente lieve, risponde bene alla terapia antibiotica locale o sistemica e che finora non si sono registrate complicanze gravi nei focolai europei. Le fonti non indicano le cause del cambiamento osservato.

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