UniCredit al 47,6% di Commerzbank, ora il nodo Italia
Chiusa l'offerta sulla banca tedesca, Mediobanca Research avverte che il gruppo guidato da Andrea Orcel rischia di restare fuori dal consolidamento italiano.

L'esito dell'offerta su Commerzbank
UniCredit ha portato a termine la conquista del controllo di Commerzbank, seconda banca privata tedesca. L'offerta pubblica si è chiusa nel luglio 2026 e ha consegnato al gruppo italiano il 47,6% del capitale, pari a circa il 50% dei diritti di voto al netto delle azioni proprie.
Come riporta La Stampa, la banca attende ora il via libera della Banca centrale europea per superare formalmente la soglia del 30%. La procedura è passata all'esame europeo dopo il trasferimento del dossier da parte di BaFin, l'autorità di vigilanza tedesca.
Resta aperto il capitolo della quota di circa il 13% ancora in mano al governo tedesco. Secondo quanto riportato da Bloomberg e ripreso da La Stampa, Berlino potrebbe essere disposta a venderla a UniCredit, ma per Mediobanca Research un acquisto in contanti costerebbe circa un punto percentuale di capitale Cet1 e, se fatto entro dodici mesi dall'offerta, potrebbe far scattare una compensazione in denaro per gli azionisti che hanno aderito.
Il report di Mediobanca Research
Mediobanca Research conferma il giudizio "Outperform" sul titolo UniCredit con un prezzo obiettivo di 100 euro, oltre il 20% sopra le quotazioni indicate nel rapporto. Gli analisti sostengono che il gruppo sia alla fase finale di una strategia che può renderlo la vera "Bank of Europe".
La via indicata come preferibile non è l'acquisto della quota pubblica ma la fusione inversa di Hvb, la controllata tedesca di UniCredit, dentro Commerzbank. In quello scenario UniCredit arriverebbe a circa il 70% della banca combinata, con il restante 30% agli altri azionisti, riunendo le attività tedesche su un'unica piattaforma.
Il report stima sinergie ante imposte in crescita a partire da 1,2 miliardi di euro nella fase iniziale. Il testo disponibile della fonte si interrompe prima di indicare la cifra finale.
Le mosse possibili in Italia
Secondo Mediobanca, il tassello mancante è la crescita sul mercato domestico, dove l'ondata di fusioni viene definita uno "tsunami" e dove UniCredit rischia di arrivare troppo tardi. "Con una quota di mercato inferiore al 10%, crediamo che una mossa di Unicredit sia ormai necessaria", si legge nel report citato da FinanzaOnline.
La stessa testata indica tre possibili direzioni: un nuovo tentativo su Banco Bpm, dove però Crédit Agricole controlla quasi il 30% del capitale, un avvicinamento a Bper, e un rafforzamento in Generali. FinanzaOnline segnala anche l'attesa approvazione del Danish Compromise, lo sconto sull'assorbimento di capitale per le banche che investono in assicurazioni.
Il Giornale d'Italia riferisce, come indiscrezione non confermata, che Andrea Orcel starebbe studiando un accordo industriale multi-country con Generali e l'acquisto progressivo di azioni per salire dall'attuale 9,9% a una quota tra il 20% e il 29,9%. Orcel si è finora definito pubblicamente un "osservatore" del risiko, descrivendo la partecipazione in Generali come un "investimento finanziario".
More from Donator TRENDS
Gianni Di Vita: 'Non ho mai pensato che volessero uccidermi'
Il sindaco di Pietracatella parla dell'avvelenamento delle sue figlie con ricina.
News
Caso Ranucci: Mutone interrogato per sei ore
L'ultimo esecutore dell'attentato al giornalista Ranucci si conferma in silenzio davanti ai pm.
News
Paolini supera Bartunkova in Wuhan
Jasmine Paolini vince il secondo turno nel WTA 1000 di Wuhan.
SportInter U23 vince 0-4 sul Giugliano
L'Inter U23 rialza il morale con una vittoria decisiva contro il Giugliano in Serie C.
SportElena Sofia Ricci torna in TV con 'Figlia della cenere'
La serie 'I casi di Teresa Battaglia' torna con la terza stagione, diretta da Kiko Rosati.
Entertainment
Nave Vespucci a Trieste per la Barcolana
La nave scuola della Marina Militare ha concluso il suo tour mondiale a Trieste, accogliendo 1.000 persone con disabilità.
News
